La morte di Dio

La morte di Dio
 Il mondo moderno ha dimenticato di essere un nano che guarda la realtà stando sulle spalle di giganti.

La rivoluzione ha negato Dio, ma, come sempre accade tutto il corso dell’età moderna e successivamente, con slealtà forse inconsapevole, ha tratto alimento da ciò che negava: ne sono la dimostrazione le correnti di idee e di sentimenti appena descritte. A lungo andare, quanto viene negato scompare poi non soltanto dall’opinione pubblica, ma anche dalla motivazione psicologica spontanea; la dichiarazione, in fondo tanto empia quanto stolta, «Dio è morto», compie il suo e ora però, da ciò che è morto non può derivare alcuna legittimazione; per questa ragione, vediamo come lo Stato dipenda sempre più dagli aspetti puramente empirici e quindi da un lato dalla capacità di risolvere adeguatamente i problemi politici sociali, economici, e dall’altro lato, dalla forza che può mettere alle spalle dei suoi ordini e cioè, in ultima analisi, dalla polizia.

 Romano Guardini, Ethik. Vorlesungen an den Universitat Munchen (1950-1962), tr. it. a cura di M. Nicoletti – S. Zucal, Etica, Editrice Morcelliana, Brescia, 2001, p.464-465.