Natale

bimbo-con-madre
– Oh, Giuseppe, rallegrati! Rallegrati molto. E’ un maschio. Hai un figlio maschio. E’ nato felicemente. E’ tanto bello. Tua moglie ti chiama …

Il focolare continuava a fumare, il fumo continuava a pungere gli occhi. Attraverso il fumo, come attraverso una nebbia, scorse Miriam china sulla mangiatoia. Proprio là, sotto i musi degli animali aveva sistemato il neonato. Si chinò. Sulla paglia era adagiato un Bambino, un qualsiasi bambino umano. Aveva le palpebre serrate, come se si sforzasse di non guardare, e la boccuccia socchiusa, come se cercasse qualcosa. Non era diverso dai neonati che aveva già visti. Le piccole mani, livide, strette a pugno, non si protendevano verso una spada. Era piccolo e debole. Aveva bisogno di cure.
«Guardalo, Giuseppe – sussurrò Miriam. Come è bello!»
«Bellissimo» – pronunciò in un soffio.
«Si chiamerà Gesù … Lo permetti, vero?»
«Si chiamerà come tu vuoi.»
«Il nostro Gesù – sussurrò – nostro Figlio …»
Giuseppe sedette presso la mangiatoia. Con il capo appoggiato alla mano osservava il Bimbo che dormiva. Il fumo continuava a pungere gli occhi. Il cane si era accucciato vicino ai loro piedi. Nel silenzio si sentiva il respiro delle persone e degli animali. Di tanto in tanto il fuoco scoppiettava.

Jan Dobraczynski – L’ombra del padre